Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre 1943 e con l’occupazione nazi-fascista dell’Italia settentrionale, i tedeschi si organizzarono per rendere più difendibile l’aeroporto militare di Malpensa e le aree di aviazione collegate (all’epoca Malpensa non era un aeroporto civile ma militare). A questo scopo L’Organizzazione Todt – ente tecnico-militare nazista responsabile di grandi opere infrastrutturali – costruì una rete di piste di collegamento e di piste ausiliarie in ghiaia, terra e cemento per circa 35-40 km attorno all’aeroporto, molte delle quali si ramificavano dall’aeroporto fino a pochi chilometri dall’abitato di Somma Lombardo.

Queste piste servivano per collegare la pista principale di Malpensa con numerose piazzole di decentramento degli aerei, dette in dialetto locale “paraschêg” o paraschegge, ovvero trincee e terrapieni (anche rinforzati in cemento), destinati a proteggere gli aerei dai bombardamenti nemici e permettere il loro rapido spostamento o occultamento.

La costruzione fu manuale o semi-meccanizzata, con centinaia di operai locali e di altre zone della Lombardia impiegati alla realizzazione di un sistema di piste, trincee, bunker e paraschegge.

Dove si trovano i resti oggi

Finita la guerra, con la trasformazione dell’aeroporto da militare a civile, i paraschegge e le piste di raccordo andarono in disuso e caddero nell’abbandono. Le vestigia di questa infrastruttura militare sono ancora visibili, soprattutto nei boschi e nelle brughiere a nell’area compresa tra l’aeroporto e il territorio che collega Somma Lombardo,  Lonate Pozzolo e Castano Primo.

Tracce delle piste

Nei boschi di Somma Lombardo sono ancora percorribili vecchie piste in cemento costruite dall’Organizzazione Todt durante la guerra, ora in parte assorbite dalla vegetazione, o addirittura utilizzate come strade carrabili (come quella che collega Campo San Giorgio e la Piramide Geodetica all’abitato di Casorate Sempione). Queste piste presentano larghezze di circa 12-16 m e tratti in massicciata e cemento, visibili come percorsi lineari nel sottobosco.

Paraschegge e strutture difensive

Parte integrante del sistema delle piste sono i paraschegge, terrapieni a forma di ferro di cavallo che, purtroppo, essendo ormai in gran parte nascosti dalla vegetazione, sono spesso irriconoscibili o di difficile lettura.

I paraschegge sono terrapieni alti fino a 5 m, con fianchi inclinati e talvolta rivestiti in cemento per migliorarne la resistenza, e il loro scopo principale era quello di minimizzare i danni agli aerei a terra in caso di bombardamento. La maggior parte dei danni causati da un bombardamento dall’alto era infatti dovuta ai numerosi detriti che ciascuna bomba era in grado di sollevare.

Il maggior numero di paraschegge ancora visibili si trova nel territorio di Somma Lombardo.

Alcuni paraschegge, tra i meglio conservati, si trovano anche nei pressi della seconda pista di raccordo, in località Vizzola – ex Dogana austroungarica.

Integrazione con percorsi storici e naturalistici

Le tracce di queste piste e strutture sono ormai parte di percorsi naturalistici e ciclopedonali nell’area, spesso menzionati nei percorsi storico-ambientali del Parco del Ticino e Vie Verdi della zona, come su Via Gaggio dove si incontrano resti di trincee, piste e oggetti militari d’epoca.

 Perché è importante questa rimanenza

Le piste Todt e i paraschegge non sono semplicemente “rovine”, ma rappresentano una testimonianza delle strategie difensive della Seconda guerra mondiale nel nord Italia: un esempio di come l’area di Malpensa fosse considerata strategicamente importante e venisse attrezzata per resistere a eventuali attacchi aerei. La loro conservazione – pur in stato naturale – offre una fonte diretta di memoria storica del conflitto. 



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Pista Todt
Pista dei tedeschi  252 m
A7020-011-00-T